La Repubblica

SABATO, 19 GENNAIO 2002

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Tra i grandi appuntamenti "Capriccio" di Richard Strauss (1942) e "Tancredi" di Rossini assente da Napoli da 168 anni
Sul podio omaggio al Novecento
Metà cartellone dedicato al secolo appena concluso
LA STAGIONE 2002
Cinque nuovi allestimenti su nove ma solo due diretti da Gabriele Ferro
Quattro invece le serate dedicate al balletto tra marzo e ottobre
 
SANDRO COMPAGNONE

È un po' curioso che un teatro d'opera che nella propria stagione ha quattro nuovi allestimenti (o cinque, a considerare anche Façade di Walton) proponga in apertura uno spettacolo prodotto da altri, quale è la Turandot inaugurale di stasera, che viene dalla San Francisco Opera; ma, evidentemente, non si è voluto rischiare in quella che è comunque la "vetrina" di un intero cartellone. Altrettanto curioso è, secondo noi, che su nove titoli in programma solo il primo e l'ultimo vedano sul podio il direttore musicale del teatro, Gabriele Ferro.
Dopo tutte le polemiche (quanto mai stucchevoli) sul "troppo Novecento" voluto dall'ex direttore artistico Carlo Majer, la stagione 2002 del San Carlo ha comunque mezzo cartellone dedicato al secolo appena trascorso, e questo può solo far piacere. A cominciare dal prossimo appuntamento, il 16 febbraio, quando andrà in scena un interessante dittico, con la Terribile e spaventosa storia del principe di Venosa e della bella Maria composta tre anni fa da Salvatore Sciarrino, affidata alla compagnia dei Pupi Siciliani di Mimmo Cuticchio, e Façade (1923) di William Walton, che vedrà sul podio la giovane napoletana Stefania Rinaldi con la voce recitante di Pamela Hunter, che cura anche regia e allestimento.
Riemerge poi da un oblio ultradecennale Engelbert Humperdinck, di cui al San Carlo è andato in scena solo Hansel e Gretel, quasi mezzo secolo fa: il 16 marzo verrà rappresentato Konigskinder, opera sparita dalla circolazione dopo la prima del 1910. Sul podio Jeffrey Tate, e ci aspettiamo molto dalla regia di Paul Curran, che l'anno scorso firmò un indimenticabile Midsummer Night's Dream di Britten. Imperdibile (e che nobile inaugurazione sarebbe stata) l'appuntamento del 9 aprile, col Capriccio (1942) di Richard Strauss, capolavoro mai visto a Napoli. Dirigerà un vecchio amico del pubblico sancarliano, Gustav Kuhn, e in scena ci sarà quel soprano di gran classe che è June Anderson. La regia sarà di Ivo Guerra, le scene di Arnaldo Pomodoro. Lasciato il '900, torna al San Carlo (il 17 febbraio) dopo appena 168 anni il Tancredi di Rossini, con Gloria Scalchi nel ruolo del titolo e Marco Zambelli sul podio; regia di Roberto Andò, scene di Mimmo Paladino. L'ultima volta in scena c'erano la Malibran e Duprez, tanto per dare le vertigini a chi ci legge.
Il 20 aprile Bernadette Manca di Nissa sarà protagonista di un'opera di rarissima esecuzione, Amadigi, scritta da un Haendel trentenne nel 1715, diretta da Rinaldo Alessandrini. Dall'opera di Roma arriverà il 16 maggio la Manon di Massenet, che sarà diretta da un'altra vecchia conoscenza, Daniel Oren; protagonisti Norah Amsellem (la Liù di domani) e Marcello Alvarez, bell'Edgrado nella scorsa Lucia di Lammermoor. Prodotto dall'Opernhaus di Zurigo l'Ernani di Verdi del 18 giugno, con John Neschling sul podio e Cesar Hernandez nel ruolo del titolo. Si chiuderà il 6 novembre col Samson et Dalila di SaintSaens, con Nadja Michael e Sergej Larin, diretto da Gabriele Ferro.
Quattro le serate dedicate al balletto: 9 marzo, con Shpiel Es di Ribaud e Verklarte Nacht di Sporli; 23 aprile, con Duke Ellington Ballet di Petit; 4 luglio, con Te voglio bene assaje (CannitoDe Simone); 8 ottobre, Five Seasons (Cannito), Sync (Christe), Grosse Fuge (Van Manen).

 

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