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È un po' curioso che un teatro d'opera che nella propria stagione ha
quattro nuovi allestimenti (o cinque, a considerare anche Façade di Walton)
proponga in apertura uno spettacolo prodotto da altri, quale è la Turandot
inaugurale di stasera, che viene dalla San Francisco Opera; ma, evidentemente,
non si è voluto rischiare in quella che è comunque la "vetrina" di un
intero cartellone. Altrettanto curioso è, secondo noi, che su nove titoli
in programma solo il primo e l'ultimo vedano sul podio il direttore musicale
del teatro, Gabriele Ferro.
Dopo tutte le polemiche (quanto mai stucchevoli) sul "troppo Novecento"
voluto dall'ex direttore artistico Carlo Majer, la stagione 2002 del San
Carlo ha comunque mezzo cartellone dedicato al secolo appena trascorso,
e questo può solo far piacere. A
cominciare dal prossimo appuntamento, il 16 febbraio, quando andrà in
scena un interessante dittico, con la Terribile e spaventosa storia del
principe di Venosa e della bella Maria composta tre anni fa da Salvatore
Sciarrino, affidata alla compagnia dei Pupi Siciliani
di Mimmo Cuticchio, e Façade (1923) di William Walton, che vedrà
sul podio la giovane napoletana Stefania Rinaldi con la voce recitante
di Pamela Hunter, che cura anche regia e allestimento.
Riemerge poi da un oblio ultradecennale Engelbert Humperdinck, di cui
al San Carlo è andato in scena solo Hansel e Gretel, quasi mezzo secolo
fa: il 16 marzo verrà rappresentato Konigskinder, opera sparita dalla
circolazione dopo la prima del 1910. Sul podio Jeffrey Tate, e ci aspettiamo
molto dalla regia di Paul Curran, che l'anno scorso firmò un indimenticabile
Midsummer Night's Dream di Britten. Imperdibile (e che nobile inaugurazione
sarebbe stata) l'appuntamento del 9 aprile, col Capriccio (1942) di Richard
Strauss, capolavoro mai visto a Napoli. Dirigerà un vecchio amico del
pubblico sancarliano, Gustav Kuhn, e in scena ci sarà quel soprano di
gran classe che è June Anderson. La regia sarà di Ivo Guerra, le scene
di Arnaldo Pomodoro. Lasciato il '900, torna al San Carlo (il 17 febbraio)
dopo appena 168 anni il Tancredi di Rossini, con Gloria Scalchi nel ruolo
del titolo e Marco Zambelli sul podio; regia di Roberto Andò, scene di
Mimmo Paladino. L'ultima volta in scena c'erano la Malibran e Duprez,
tanto per dare le vertigini a chi ci legge.
Il 20 aprile Bernadette Manca di Nissa sarà protagonista di un'opera di
rarissima esecuzione, Amadigi, scritta da un Haendel trentenne nel 1715,
diretta da Rinaldo Alessandrini. Dall'opera di Roma arriverà il 16 maggio
la Manon di Massenet, che sarà diretta da un'altra vecchia conoscenza,
Daniel Oren; protagonisti Norah Amsellem (la Liù di domani) e Marcello
Alvarez, bell'Edgrado nella scorsa Lucia di Lammermoor. Prodotto dall'Opernhaus
di Zurigo l'Ernani di Verdi del 18 giugno, con John Neschling sul podio
e Cesar Hernandez nel ruolo del titolo. Si chiuderà il 6 novembre col
Samson et Dalila di SaintSaens, con Nadja Michael e Sergej Larin, diretto
da Gabriele Ferro.
Quattro le serate dedicate al balletto: 9 marzo, con Shpiel Es di Ribaud
e Verklarte Nacht di Sporli; 23 aprile, con Duke Ellington Ballet di Petit;
4 luglio, con Te voglio bene assaje (CannitoDe Simone); 8 ottobre, Five
Seasons (Cannito), Sync (Christe), Grosse Fuge (Van Manen).
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